Cosa hanno in comune l’identificazione dei pinguini e delle api? Quasi niente, se non fossero diversi aspetti di progetti di citizen science.
Anch’io qualche giorno fa mi sono fatta coinvolgere dal riconoscimento dei pinguini: la Oxford University ha appena lanciato PenguinWatch 2.0 la nuova versione del progetto di “citizen science” con cui, da casa propria, si può aiutare a monitorare e salvaguardare i pinguini. Il team ha adesso ben 75 telecamere e un’enorme quantità di immagini. A chi collabora viene chiesto di marcare con una x i pinguini, sia adulti che cuccioli, le uova e altri eventuali animali, in modo da poterli identificare successivamente.

Questa è una immagine in cui ho identificato i pinguini!
Questa è una immagine in cui ho identificato i pinguini!

La Northwest Pollinator Initiative invece, è un progetto scientifico per monitorare le api selvatiche soprattutto nei campi ad agricoltura biologica o in transizione verso l’agricoltura biologica, che si avvale dell’aiuto dei cittadini interessati che possono o partecipare alle campagne di identificazione delle api inserendole nel database pubblico oppure costruire e installare una scatola in cui le api fanno il nido e monitorarne i risultati.

wildbee_2

I progetti di citizen science esistono da moltissimo tempo; permettono a chiunque sia interessato di collaborare con i ricercatori. Ci sono diverse modalità per farlo, alcune da casa propria, utilizzando internet, altre “in campo”: si può partecipare studiando mappe e dati per rispondere a domande riguardanti luoghi, conducendo attività in campo e condividendo osservazioni e storie, facendo parte di network sia social che scientifici: i volontari identificano il canto delle balene da alcune registrazioni, documentano inquinamento e specie infestanti (come in Italia nel progetto per l’osservazione delle specie marine aliene di ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), raccolgono lo scheletro dei pesci pescati per ottenere valutazioni sullo stock del pescato, collaborano per lo studio delle caratteristiche del suolo e dei microorganismi del suolo... Il governo degli Stati Uniti ha recentemente avviato una piattaforma, Citizenscience.gov, che permette non solo di consultare tutti i programmi di citizen science che coinvolgono i ministeri statunitensi ma anche di avere una sorta di “manuale di istruzioni” per avviare il proprio progetto di citizen science e di crowdsourcing. Tra i progetti governativi tantissimi coinvolgono il Deparment of Agriculture, come il People Gardens (di cui vi avevo raccontato l’anno scorso).

Numerosi progetti sono nel campo dell’ambiente (per esempio si può contribuire alla conoscenza sulla biodiversità, come nel caso delle api selvatiche) e parecchi sono nel campo dell’astronomia. La ricerca di vita extraterrestre, chiamato SETI@home, è uno dei più famosi progetti di citizen science, in cui tuttavia la partecipazione è in qualche modo “passiva”: chiunque con un computer connesso ad internet può partecipare a SETI@home eseguendo un software gratuito che scarica ed analizza dati proveniente dal radio telescopio; il software di calcolo distribuito di SETI@home può essere eseguito sia come screensaver sia mentre l’utente lavora.

La maggior parte di questi programmi sono nati perchè ormai molti progetti hanno bisogno di moltissimo tempo di calcolo; nello stesso tempo moltissimi dati e informazioni possono essere raccolti anche da chi non ha una formazione specifica, seguendo ovviamente le istruzioni degli esperti. Quasi tutti questi progetti prevedono l’uso del computer o di app per condividere le informazioni, ma anche “semplicemente” la formazione di un gruppo rappresentativo che possa fornire ulteriori informazioni su un determinato tema, come nel caso dell’Adaptive Grazing Management Experiment, in cui i ricercatori collaborano con un gruppo di allevatori per ottimizzare sia la produzione che la conservazione.

Alcuni progetti utilizzano delle app sviluppate appositamente, come nel caso di alcuni progetti italiani:
LifeMIPP, per sviluppare e definire protocolli di monitoraggio per alcune specie di coleotteri in alcune aree ben precise d’Italia;
Space4Agri, per la raccolta di osservazioni e dati agronomici in campo, relativi alle colture di mais, riso, cereali e soia in Lombardia; Space4Agri, con mappe sono generate dall’integrazione di mappe satellitari e dati raccolti a terra, ha anche integrato un altro aspetto di citizen science, all’interno di un percorso chiamato la ricerca va a scuola”, i ricercatori del CNR hanno coinvolti gli studenti di diversi istituti lombardi in piccoli task progettuali.
ERMES, un progetto europeo che mette insieme immagini da satellite e dati raccolti in campo tramite un’app per monitorare le coltivazioni del riso. ERMES, che in Italia coinvolge delle aree del Piemonte e della Lombardia, è in realtà ancora in fase iniziale e la sua app ancora un prototipo, mirata solo agli agricoltori delle aree interessate. Se al momento il suo uso è limitato, potrebbe portare a sviluppare modelli per prevedere periodi di maggiore rischio per attacchi di patogeni, approssimarsi di fasi fenologiche cruciali per le fertilizzazioni ecc…
Hai sentito il terremoto invece è sia un portale internet sia un’app con cui si possono segnalare, in tempo reale, i terremoti. Sul sito sono disponibili dati e mappe dal 2007 ad oggi.

 

Altre info e progetti di citizen science:

http://www.scientificamerican.com/citizen-science/

National Geographic

altri progetti che utilizzano smart apps

http://www.scientificamerican.com/article/8-apps-that-turn-citizens-into-scientists/

altri progetti italiani:

La rete LTER Italia favorisce alcuni progetti di Citizen science.

http://ghiacciaialpini.irea.cnr.it/vgi/ (Raccoglie misurazioni e fotografie di ghiacciai per il monitoraggio)

Citizen Science MONitoring -per il monitoraggio della biodiversità

 

Annunci